Il Dottor Satutto
Il Dottor Satutto
Il Dottor Satutto, testo e musica di Donato DI PASQUALE
“C’era
una volta un povero contadino chiamato Gambero, che aveva portato, con
due buoi, un carico di legna in città e l’aveva venduta per due scudi a
un dottore.”
Così comincia
una delle più belle fiabe dei Fratelli Grimm. L’uomo, padrone di se
stesso, che rischia e si autodetermina, più volte sarà baciato dalla
fortuna. L’incontro col dottore è illuminante; il cibo, i vestiti
eleganti, la bella casa, il sussiego, tutto ciò lo seduce
profondamente, egli si misura su quel metro, riesce, con uno sforzo
dell’immaginazione, a vedere una nuova dimensione e a collocarvisi,
intuisce che ce la può fare e decide di dare una svolta alla propria
esistenza. Ma non parte da solo, com’era uso fare nel giogo del duro
lavoro ereditato dal padre e dal nonno. Ora, nelle nuove vesti, nel
momento più delicato, quando si mette in gioco per la prima volta,
porta con sé la compagna, autentico prototipo dell’amor coniugale.
Semplicemente lei è lì e non fa nulla, pura presenza, suprema icona,
effonde vibrazioni positive che nutrono il marito e i convitati, e
innescano un meccanismo a orologeria, con un finale via via più
concitato che non lascia scampo al male e ai suoi seguaci.
Si
è scelta questa fiaba proprio per questi simboli così chiari e solari.
C’è il riscatto dell’uomo dalla sua misera condizione, ma non c’è odio,
non violenza, non sforzo apparente, non tensioni della volontà. Tutto
sgorga dolcemente, come da una polla d’acqua. E’ la suprema forza del
bene a vincere su tutto.
Per voce narrante, basso buffo, tre attori e quattro strumenti.
Il Dottor Satutto